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5 giorni su 7 a 340 euro. Io ho detto no!

Dobbiamo imparare, a volte, a dire no. Dire no a quel datore di lavoro furbetto che ti offre due spiccioli per un impiego che meriti e per il quale hai studiato.
 Io ho detto di no ma, finché ci saranno ragazzi che accetteranno qualsivoglia

Perchè la festa dei lavoratori?

L’origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro (Knights of Labor, associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un’analoga

Dal 1 Luglio 2013 partono i bonus per ristrutturare casa, per acquisto arredamento, per la messa in sicurezza sismica e per il miglioramento efficienza energetica

L’eco-bonus,ovvero il bonus per l’efficienza energetica, sale al 65%, la proroga  è fissato per ora fino al 31 Dicembre 2013.

Mentre il bonus per le ristrutturazioni rimane al 50% ma viene prorogato, grazie al governo Letta, che ha

Donne sull’orlo della crisi...


Presso l’Ufficio d’informazione del Parlamento europeo, si è tenuto un convegno dal titolo "Donne sull’orlo della crisi". L’evento è stato organizzato dall’Osservatorio interuniversitario di genere, parità e pari opportunità (Gio) e si inserisce nell’ambito dell'iniziativa "L’Europa per le donne", promossa dal Parlamento europeo e dedicata al tema dell’impatto della crisi economica sulla condizione femminile.

Ricordiamo perchè si festeggia la festa della donna


Il giorno 8 marzo di ogni anno si festeggia la Festa della Donna. 
E' diventata ormai una ricorrenza quasi "insensata" per il significato storico-sociale che ha questo giorno per le donne nel mondo e non solo ... sarebbe forse più sensato in questa giornata celebrare le tante vittime di persone, donne e uomini, sfruttati nel lavoro nero.

Suicidio o complotto?


Quando si apprende la notizia della morte per suicidio di manager, investitori, uomini di finanza a causa dell’ennesimo scandalo finanziario scatta subito la domanda: suicidio o complotto?

Eccovene alcuni:

I dipendenti privati hanno gli stessi diritti di quelli pubblici?...e i precari?


In Italia esistono 3 categorie di lavoratori: quelli del pubblico impiego, i lavoratori a tempo indeterminato del settore privato  e gli sfigati, eterni precari alla ricerca di un contratto. La vera casta nel nostro Paese e' il pubblico impiego che con il suo esercito di 3.253.097 di dipendenti vive uno status di assoluto privilegio.

Grillo non ha dubbi! Il vero motivo della crisi del lavoro? Sindacati e Cinesi.


“Uno stato con le “palle” che faccia a meno dei “sindacati”. Lo tsunami di Beppe Grillo che ha toccato tutte le piazze d’Italia da Nord a Sud si è abbattuto su tutto e tutti. Ed è stato un diluvio di parole soprattutto contro i sindacati, “vecchi quanto i partiti” e quindi da “eliminare”.

Annunci di lavoro falsi


L’attuale condizione del mercato del lavoro in Italia non sta certamente aiutando coloro che hanno la necessità di trovare un’occupazione seria. Anche a causa della cattiva gestione imprenditoriale del mondo del lavoro, sempre più sfruttato e sottopagato, molte persone finiscono per cadere nel tranello delle offerte di lavoro allettanti.

Condizioni disumane per produrre l'IPhone 5


TAI YUAN (Cina) - Una fucina di progresso. La fabbrica dei sogni, delle meraviglie. La Foxconn International Holdings, la più grande multinazionale in fatto di componenti elettronici, con un giro d'affari da circa 60 miliardi di dollari e più di 1 milione e 200 mila dipendenti, è il colosso taiwanese dove nascono e vengono assemblati tutti gli esemplari del marchio di Steve Jobs, dagli iPad agli iPhone, fino alla neonata versione 5 del famoso smartphone. Ma dal 2009 la Foxconn è stata spesso tristemente citata sulle pagine di cronaca a causa di

800 euro come reddito di cittadinanza... sarà vero?


Tra i punti principali del programma del Movimento 5 Stelle c'è l'introduzione di un reddito di cittadinanza.
Al grido di “nessuno deve rimanere indietro”, Beppe Grillo ha cavalcato durante tutto lo Tsunami Tour l'onda del comprensibile disagio dei milioni di disoccupati italiani, promettendo a tutti che al “taglio dei privilegi della casta” (non ben identificata) corrisponderà un reddito oscillante tra gli 800 e i 1000 euro al mese: tutto ciò per 18milioni di italiani inattivi o disoccupati, di età compresa tra i 15 e i 64 anni (dopo, generalmente, si va in pensione).

Per voi non c'e' lavoro, non c'e' casa, non c'e' futuro


Blitz di Forza Nuova nei pressi di campi rom, nei luoghi di ritrovo per immigrati, nelle stazioni e nei parchi cittadini, un vero e proprio appello tradotto nelle principali lingue europee, oltre che in cinese ed arabo per lanciare direttamente agli immigrati un messaggio "tanto radicale quanto semplice: Per voi non c'e' lavoro, non c'e' casa, non c'e' futuro. Il capitalismo e il progressismo nostrano vi hanno sfruttato abbastanza, ora tornate da dove siete venuti.
Manca il lavoro per noi Italiani, manca per i nostri giovani, i pensionati non ce la fanno più mentre non si contano più i suicidi tra imprenditori ed operai"

Amazon e lo schiavismo al tempo della globalizzazione


La notizia ha fatto un certo scalpore anche nel mondo abituato a giustificare sempre la globalizzazione.
In Germania negli stabilimenti Amazon dove si smistano le merci per la vendita on line, migliaia di lavoratrici e lavoratori migranti, costretti a vergognose condizioni di sfruttamento, venivano sorvegliati da guardie giurate di una associazione neonazista.

È proprio questo aspetto che ha sollevato lo scandalo, sorveglianti neonazisti in Germania, via è sembrato un po’ troppo. Qualche manager desideroso di

Non c'è lavoro...e i giovani non lo cercano più


Il fatto che l’espressione sia entrata nell’ultimissima versione dell’enciclopedia Treccani non dovrebbe costituire motivo di vanto. Semmai, è la conferma di quanto il problema sia oramai concretamente grave. Stiamo parlando dei “neet”, l’acronimo che nella lingua inglese significa “not in education, employment or training”. E idenfificano i giovani che non solo non hanno un lavoro, ma non lo stanno nemmeno cercando e non frequentano corsi di aggiornamento.

Un fenomeno che preoccupa tutta Europa in questo momento di recessione ancora profonda. Ma che in Italia in particolare sta diventanto ancora più dirompente. Perchè stiamo parlando di una generazione che si ritiene “senza speranza”, che vive alla giornata, se non sulle spalle della famiglia di origine e non riesce a realizzare piani per costruirsene una propria o comunque per la creazione di una vita autonoma. 

In Italia 9 milioni di persone in difficoltà economiche


Un dato allarmante quello diffuso ieri da Cgil e Fondazione Di Vittorio. In Italia nel 2012 9 milioni di persone hanno sofferto difficoltà economiche e occupazionali. Sostanzialmente un sesto dell’intera popolazione italiana, compreso chi non è (o non è più)  in età lavorativa (bambini e pensionati). La colpa, secondo il sindacato, è certamente da attribuirsi al prolungarsi di una crisi economica mondiale gravissima, ma anche, alle politiche intraprese dal governo, “che hanno negato la ripresa ed aggravato la situazione con politiche di austerità che non hanno lasciato spazio allo sviluppo”. L’austerità insomma, nel 2012 (anno nerissimo) non ha aiutato, ma anzi, è la posizione del sindacato,  ha contribuito a rendere ancora più difficile la situazione.

Ma come si può lavorare oggi?


 Uno fa tanto per cercare di migliorare, la posizione lavorativa, per costruirsi un futuro più solido di quello che hanno avuto i nostri genitori e alla fine niente ... i servi della gleba saranno sempre servi della gleba e i feudatari sempre feudatari.

Insegni... non si pu... troppi insegnanti e poi forse devi fare la SIS .
Va bene insegni nelle scuole private... non si pu... perchè non è detto che ti paghino.
Fai i concorsi... non ci sono concorsi e se ci fossero tu saresti l'ultimo a passare.Fai la carriera universitaria... quale carriera? Tutti precari, forse se sei fortunato quando hai 50 anni muore il prof e tu ti piazzi al suo posto, ma considerando che i prof universitari vanno in pensione a 80 anni e la maggior parte ha una vita longeva... la vedo difficile che ti crei una posizione.

700 occasioni con l’Onu e l’Europa




"Affascinano giovani e meno giovani. Fanno sognare luoghi lontani e palazzi sontuosi. Ma la realtà è diversa e far carriera nelle istituzioni internazionali non è per tutti. «E’ un percorso a ostacoli - dice Paolo Magri, direttore dell’Ispi, l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale di Milano - che richiede determinazione e competenza». «Non sono carriere adatte ai giovanissimi - aggiunge -, perché richiedono già esperienza. In alcuni casi si va oltre la trentina, con almeno due-tre anni alle spalle di lavoro nel settore privato oppure in altre organizzazioni internazionali o nelle Ong». Preferibilmente nei settori amministrativo, delle comunicazioni e della gestione finanziaria.

In Italia sono presenti tre grandi organizzazioni con sede a Roma, Fao, Ifad, Wfp; tre a Torino, Itc, Ilo e Unicri, Etf, più rappresentanze del Parlamento europeo e della Commissione a Milano e Roma. Dunque, concorsi e carriere per pochi eletti e con ottima preparazione linguistica: almeno due-tre lingue e una solida formazione post-laurea. Scienze sociali, economia, giurisprudenza, scienze politiche, agraria, medicina e biologia - per chi dovrà lavorare per la Who (Organizzazione mondiale della sanità) sono le lauree più comuni fra i candidati.

Job Meeting tra poco a Napoli ed in tante città italiane. Un' opportunità per incontrare le Aziende




Job Meeting è uno degli appuntamenti più importanti per i giovani che intendono entrare in diretto contatto con le aziende ed avere la possibilità di un rapporto diretto attraverso gli stand presenti. E’ un opportunità da non lasciarsi sfuggire,  poiché è l’occasione buona anche per presentare a mano curriculum e farsi un’idea precisa su come si sta indirizzando il mondo del lavoro e quali possono essere i percorsi formativi più interessanti per il futuro.


“Organizzato con la collaborazione e il supporto della Facoltà di Ingegneria del più grande ateneo partenopeo, Job Meeting NAPOLI, giunto alla sua XV edizione, si svolgerà presso la storica sede di Piazzale Tecchio martedì 9 ottobre 2012. L'orario è continuato dalle 9.00 alle 17.00.

Job Meeting NAPOLI - un'intera giornata dedicata ai temi del Lavoro, dell'Orientamento e della Formazione - consente ogni anno a laureati e laureandi di tutte le aree disciplinari dell'intera Campania e delle regioni limitrofe di incontrare aziende italiane e internazionali presso gli stand appositamente allestiti e nel corso di workshop di approfondimento. Per tutti i visitatori, inoltre, è possibile usufruire gratuitamente di servizi di orientamento e consulenza professionale e informarsi su qualificate opportunità di formazione superiore.”
”

“…Sempre più imprese invitano a inserire il cv nei rispettivi siti web, ma non mancano quelle che lo richiedono ancora in formato cartaceo. Per questo motivo, è consigliabile stampare diverse copie aggiornate del proprio cv in modo da poter cogliere tutte le occasioni che si presentino: riuscire a parlare con i selezionatori aziendali e non poter consegnare loro un cv, quando richiesto, sarebbe davvero un clamoroso autogol…”

Anche se, come si precisa, non deve essere questo l’unico obiettivo ed al tal proposito molto interessante sono i consigli che vengono suggeriti nella relativa pagina

 
Sul sito troverete tutte le info per partecipare, l’elenco completo delle aziende espositrici, la loro posizione dello stand all’interno della Fiera, i prossimi appuntamenti in Calendario e tanto altro.

La Cgil verso il Piano del lavoro



Il lavoro per il Sud, gli squilibri e la disoccupazione, l'assistenzialismo che si attorciglia su se stesso senza creare le basi per il futuro. Ecco i temi al centro dell'assemblea nazionale della Cgil sul Mezzogiorno del 13 e 14 settembre a Salerno. Due giornate con un doppio filo conduttore: da una parte la condizione meridionale come cartina di tornasole per il rapporto col governo che, nel giudizio del sindacato, ha ormai esaurito la spinta propulsiva; dall'altra la riflessione sul rapporto del sindacato stesso con la recessione e sulla necessità d'innovarsi nella contrattazione, compresa quella nei territori. Tante le analisi e le proposte presentate (sul sito RadioArticolo1 tutti i podcast) verso la conferenza di programma che si terrà prima della prossima campagna elettorale.

L'obiettivo della Cgil è giungere a un vero e proprio Piano del lavoro, perché se il malato è cronico una medicina blanda non può bastare. "Guardiamo al futuro, è una sfida per il Sud e per tutto il Paese", ha precisato il segretario generale della Cgil Susanna Camusso in conclusione di dibattito. Una discussione, quella sul lavoro, che però va fatta senza strumentalizzarne l'oggetto "come invece si sta facendo sulla produttività, sullo Statuto dei lavoratori o sul referendum" per l'articolo 18. "Non ci interessano - ha spiegato ancora Camusso - le proposte di breve periodo. Vogliamo un impianto strategico e cambiamenti strutturali e sappiamo di avere bisogno di una politica di qualità, che ci vogliono alternative di governo".

Dunque, ripartire dal Mezzogiorno - dove dall'inizio dell'anno sono stati bruciati circa 40mila posti - in due tempi. Subito, con le mosse giuste per difendere le attività produttive. Poi, tra qualche mese, con un focus sui servizi pubblici e sulla cittadinanza. "L'idea di fondo che il Nord può andare dove vuole senza politiche coordinate è sbagliata", ha chiarito Camusso. "Una programmazione che tenga conto dell'equilibrio che c'è tra Nord e Sud è fondamentale. Occorre porsi la domanda sugli squilibri, fare del Mezzogiorno la chiave per affrontare questo tema", perché "c'è una parte del Paese che ha bisogno di essere difesa e salvaguardata. Cittadinanza e welfare devono andare a braccetto, e non si parli sono di assistenza, d'inginocchiamento: se vogliamo immaginare un progetto comune, dobbiamo lavorare per ridurre le differenze".
"Quando rilanciamo l'idea dell'intervento pubblico - spiega poi la dirigente di Corso d'Italia - non pensiamo ai vecchi modelli. Il tema vero è come ricostruire la frantumazione, lì bisogna decidere su cosa puntare. Per esempio, possiamo immaginare che il Sulcis sia una straordinaria area in altre attività, ma se portiamo via il lavoro, oggi, non si farà altro che obbligare chi vive lì a migrare in altri posti dell'Italia o del mondo. Il pubblico - ha chiarito - deve avere un ruolo di orientamento e bisogna smontare idea che il welfare sia solo un costo, perché i tagli alle amministrazioni locali tagliano le possibilità d'investimenti a livello territoriale, quelli che storicamente ci hanno fatto crescere nel passato". La priorità resta l'allentamento del Patto di stabilità per i Comuni, altrimenti non ce la facciamo. "Chi ha il 70% di raccolta differenziata fa risparmiare tutti e a quel Comune non possiamo dire le stesse cose che diciamo a chi sperpera le risorse". E poi, "puntare sulla conoscenza e sull'istruzione, nidi e materne, fare qualche centro commerciale in meno e rinnovare la grande distribuzione".

Infine una frecciata all'esecutivo: "Non si può discutere del bis se non si lascia un progetto per il paese". I provvedimenti del governo, osserva Camusso, "hanno determinato un peggioramento della recessione" e l'iniquità che parla di più al Mezzogiorno "è la legge sulla corruzione" per la quale "c'è bisogno di fare un passo in più". Quanto all'ulitmo tavolo aperto a Palazzo Chigi, quello sulla produttività, "vogliamo parlare di innovazione", precisa. "Basti pensare alla Fiat, che ha spinto tanto sulla produttività, e alla fine che ha fatto Fabbrica Italia". Infine sui contratti. "Alcuni vincoli - ha chiarito - debbono essere uguali ovunque, non c'è una ragione al mondo per avere minimi contrattuali diversi. Sui salari di produttività, invece, il territorio può pesare. Certo, non tutto è lecito e non c'è un manualetto per fare i contratti. Ma se pensiamo che bisogna investire nel Mezzogiorno, quest'idea può valere anche nella contrattazione".

fonte (rassegna.it)

Notizie. Alcoa, operai occupano traghetto. L'azienda: "Chiusura a novembre"


Circa 450 operai dell'Alcoa, al rientro dalla manifestazione di ieri a Roma davanti al ministero dello Sviluppo economico, hanno occupato stamane la nave Tirrenia all'attracco nel porto dell'Isola Bianca a Olbia.

  "La rabbia dei lavoratori e' piu' forte della rassegnazione", spiega Rino Barca della Fim Cisl, mentre i suoi compagni sbattono i caschi da lavoro sulla ringhiera di protezione del traghetto. "Siamo stanchi e delusi, ma decisi a usare tutti i giorni che ci restano prima della programmata fermata della fabbrica di Portovesme per accelerare la risoluzione del problema. Vogliamo evitare che l'impianto si fermi". I lavoratori, dopo le tensioni con le forze dell'ordine di ieri, fanno sapere di non voler lasciare la nave. La gran parte dei loro rappresentanti sindacali sta rientrando in Sardegna in aereo. "E' vero, l'azienda ha dichiarato che rallentera' le procedure di fermata, spegnendo fra le 5 e le 6 celle elettrolitiche al giorno", afferma Barca, "ma da qui al prossimo 1 novembre l'impianto sara' stabilmente fermo. Ci sono ancora 270 celle in attivita', quindi abbiamo ancora una cinquantina di giorni, considerato che le procedure proseguono anche il sabato e la domenica. Dobbiamo utilizzare questo tempo al meglio, per evitare la fermata".

L'AZIENDA: CHIUSURA SLITTA A NOVEMBRE
Slitta al primo novembre la procedura di spegnimento dell'impianto Alcoa di Portovesme. Lo comunica l'azienda al termine dell'incontro al ministero dello Sviluppo economico, sottolineando in una nota che l'impianto sara' "definitivamente chiuso entro il 30 novembre".
Nel comunicato, Alcoa afferma che la fabbrica sarda sara' comunque mantenuta in "condizioni tali da poter essere riavviata da un altro operatore per un anno". Inoltre, conferma che "continuera' a essere disponibile a discutere la vendita della fabbrica" ma aggiunge che "finora non ha ricevuto alcuna manifestazione di interesse percorribile o differente rispetto a quelle considerate durante l'intero processo di vendita". La nota prosegue affermando che "e' essenziale che il processo di spegnimento sia condotto in modo ordinato e tempestivo" per "mantenere le operazioni sotto controllo e garantire la sicurezza dei dipendenti, della comunita' locale e dell'ambiente".
Fonte (AGI)